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Lunedì, 19 Settembre 2016 16:33

corso n. 1 S to r i a d e l l ' A r t e

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STORIA DELL’ARTE

 

Arch. Mimmarosa Barresi

Corso annuale - Sala lezioni

 

Con indiscutibile anacronismo, dopo aver lasciato, nello scorso anno accademico, l’arte greca in età ellenistica, torniamo in verità indietro nel tempo per visitare e scoprire e far rivivere dagli esordi una civiltà artistica forse fra le più misteriose e intriganti e misconosciute al mondo, al pari, mi piace pensare, di quelle precolombiane, aborigene e simili: l’arte degli Etruschi.

Ho in mente un percorso che, a partenza dalla rilevante e ben nota attività artistica dedicata ai Più (le necropoli, le tombe), affronti i diversi e diversificati temi e problemi della civiltà etrusca in successione cronologica, indagando sia le forme di produzione e di circolazione sia le strutture istituzionali ed ideologiche; per estrarre dal mito, dove spesso lo confina / lo ha confinato l’immaginario collettivo, questo popolo  di costruttori e artisti, di legislatori e guerrieri, già all’insegna del “omne ignotum pro magnifico est”.

Il nostro intento è quello di proporre un quadro della vita che affianchi e perfino sostituisca il consueto quadro della morte, di accendere una luce diurna che illumini la casa e la città dopo il lungo notturno della tomba e della necropoli.

Rutilio Namaziano, nel suo triste Ritorno, contempla dal mare l’Etruria ormai ridotta (siamo nel V secolo dopo Cristo)  ad un campo di mute rovine: “Cernimus exemplis oppida posse mori”.

                                              CALENDARIO

 

 

STORIA DELL’ARTE

Arch. Mimmarosa Barresi

 

Lunedì

21 ottobre 2019

15,30-17,30

Lunedì

04 novembre 2019

15,30-17,30

Lunedì

18 novembre 2019

15,30-17,30

Lunedì

02 dicembre 2019

15,30-17,30

Lunedì

16 dicembre 2019

15,30-17,30

Lunedì

13 gennaio 2020

15,30-17,30

Lunedì

27 gennaio 2020

15,30-17,30

Lunedì

10 febbraio 2020

15,30-17,30

Lunedì

02 marzo 2020

15,30-17,30

Lunedì

16 marzo 2020

15,30-17,30

Lunedì

30 marzo 2020

16,00-18,00

Lunedì

Lunedì

20 aprile 2020

04 maggio 2020

16,00-18,00

16,00-18,00

E non sono gli smisurati cimiteri, ma le un tempo altrettanto vaste e gloriose città etrusche che il poeta scorge durante la dolente navigazione lunghe le coste tirreniche.

Si chiedeva Battiato: “Chissà com’erano allora il Rio delle Amazzoni ed Alessandria la Grande?”

Ci chiediamo noi come fossero Caere, Roselle, Vipsl e tutte le altre città della Dodecapoli e non.

Ed ancora quale fosse l’aspetto degli atticciati templi etruschi (ritenuti a lungo lontani dalla divulgata perfezione di quelli greci classici), dedicati a divinità ignote dai nomi esotici: Tinia, Uni, Aplu, Atunis, Fufluns, Veitha…; e quale l’ordine (denominato Tuscanico a partire da Serlio) delle loro colonne, a lungo memori della mai rimossa matrice lignea, che, in forza della vigorosa espressività e della innegabile robustezza, hanno attraversato i secoli per diventare simboli del potere nelle fortezze, nelle caserme, nelle fabbriche utili dell’Europa rinascimentale e oltre.

E poiché siamo nell’ambito di intriganti interrogativi, chissà di che ordine saranno state le Colonne d’Ercole; presumiamo plausibilmente tuscaniche ovvero etrusche, prese a simbolo del confine tra il mondo noto e quello ignoto, tra la realtà che soggiace alla storia ed il mito che non conosce confini.

Tornando coi piedi per terra, il territorio, le città, l’architettura degli Etruschi costituiranno dunque i temi principali della ricerca, che copre un arco cronologico a partenza dal Villanoviano fino al così detto  Tardo Ellenismo, più o meno cioè  dal 900 al 50 a.C.

Potrà farci da mentore e guida l’Apollo del grande tempio di Veio, dal sorriso arcaico di cui Bianchi Bandinelli  ingenerosamente rilevava  “la brutale, quasi animalesca ferocia”; ovvero l’allungata, ormai tarda, figura dal volto enigmatico sormontato da un incredibile ciuffo, cui pare sia stato D’Annunzio a donare il nome fortunatissimo di Ombra della sera.

Fra queste due iconiche immagini, ovunque ed immediatamente rievocanti l’universo artistico degli Etruschi, si snoda il nostro viaggio à rebours in un luogo lontanissimo ed insieme contemporaneo. Speriamo sia una esperienza coinvolgente.

Infine, entrando nell’ambito della Letteratura Artistica, ricorderemo le “Tuscanicae Dispositiones” di Vitruvio, l’Etruscheria umanistica (dall’ “Etruscum Sacrum” di Leon Battista Alberti all’ “Antiquaria” di Lorenzo il Magnifico), l’Ordine Tuscanico dei teorici rinascimentali e le conseguenti applicazioni en dur, l’Etruscheria della nascente archeologia e la ‘vera’ Etruscologia; per finire con l’Etrusco immaginario e le sue rivisitazioni metafisiche e contemporanee.

Il tutto sostenuto dalla convinzione che l’arte etrusca appartiene alla storia, appunto, dell’arte e dell’architettura come concetto di Antico alternativo alla Grecità ed alla Romanità; un occidente oltre l’occidente, culla e sede di un gesto artistico originale, volontariamente diversificato, coscientemente autre.

 

P.S.: Giusto per non farci mancare nulla, proponiamo infine un viaggio, da chi scrive preparato da tempo, nella terra dei Lucumoni e delle Chimere.

“Buongiorno Etruschi”.

 

 

Read 795 times Last modified on Sabato, 21 Settembre 2019 16:43

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